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Automotive: l'inarrestabile corsa del lusso.

Lo scenario attuale va letto sul leitmotiv “effetto guerra”: sul rincaro dei prezzi delle materie prime e la difficoltà sulle tempistiche di consegna delle forniture quindi, di riflesso, anche su quelle degli ordini dei clienti. Un quadro che non fa ben sperare e che – seppur ancora in forma ridotta – incide sulle prenotazioni e alimenta la speculazione.


Dovremo forse preparaci ad una “crisi del lusso”?

La svalutazione del rublo e la chiusura delle vendite online ed offline da parte di molti brand

in Russia, ha impattato anche il fatturato globale del settore lusso in generale, con perdite che - si stima – rappresentino il 2-3% del totale.

Ciò nonostante, il “cliente” tipico del settore non è abituato a rinunciare e, volentieri, questa perseveranza (nonché le possibilità) rendono possibile, “l’impossibile”. Di riflesso, settori quali

moda, auto, nautica, registrano continuamente forti incrementi e, anche quest’anno, i 50

marchi più “cari” hanno visto aumentare il loro valore del 13% in media.

“Finanza”, diranno in molti, ma la corretta intuizione dovrebbe far pensare anche chi si occupa di comunicazione.

Se il Lusso ha superato la crisi post-pandemica e la sua ripresa è inarrestabile lo deve anche alla caratteristica Comunicazione Valoriale – non di prodotto! – e alla perseveranza degna del più intransigente Brand Manager che ne distingue trasversalmente alla categoria, tutti i messaggi pubblicitari.

Della nautica abbiamo accennato ma, di pari passo, il mercato Europa mette a segno un nuovo recupero nel settore automobilistico con il 14,1% in più di immatricolazioni rispetto all’anno precedente, dove il trend delle vendite di auto di fascia alta risulta stabilmente in crescita.

Al primo posto della top10 di Brand Finance c’è Porsche, seguita da Lamborghini e Ferrari (viva il Made in Italy!). Il Brand della “Rossa”, in particolare, spicca per la sua capacità di influenzare le scelte dei consumatori, per la particolare commistione tra tradizione, innovazione e stile, tramandati in maniera impeccabile negli anni e nei “modi”.

Il focus in questo caso è su ciò che concorre a definire il livello di influenza di un marchio rispetto ad un altro, sull’insieme dei valori che impersona e la reputazione che ne consegue: per chi lo sceglie è questione di status.

In questi termini è importante per i brand seguire e fare proprie le nuove tematiche sociali: l’attenzione alla sostenibilità ambientale, ad esempio, nell’automotive è un fattore potenzialmente dirompente in quanto impatta paradigmi o asset valoriali come performance, consumi e materiali degli interni, più in generale.

Si sta parlando di transizione energetica che - nel settore - ha l’obiettivo di raggiungere una mobilità completamente elettrica entro il 2035: meno di 10 anni per interpretare ed innestare un nuovo asset valoriale con la speranza che dia frutti appetibili per il mercato di domani.

Il futuro dei Brand automotive e del modern luxury dovrà quindi unire la mobilità a zero emissioni ad un design esclusivo e minimalista senza disconoscere le caratteristiche (i Valori!) che per un secolo, ne hanno plasmato e definito il successo.

E la Comunicazione non vede l’ora di partecipare questa sfida.

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